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10/03/2014 Presentazione "Personaggi femminili nella narrativa di Fulvio Tomizza" a Pirano

 

"Personaggi femminili nella narrativa di Fulvio Tomizza" di Isabella Flego e irene Visintini continuano la tournée e sbarcano stavolta a Pirano per una presentazione che avrà luogo presso la Biblioteca Civica con inizio alle ore 18.30.

Interverranno: Irene Visintini, Isabella Flego, Amalia Petronio, Cristina Sodomaco e Claudia Voncina

Confidiamo nella Vostra presenza!!!

Link al libro: http://bit.ly/1fLnkeVhttp://bit.ly/1fLnkeV

 

 

 

07/03/2014 Serata letteraria dedicata ai due mondi di Giacomo Scotti

(da “La Voce del Popolo” del 07/03/2014)

di Kristina Blecich

Presentata mercoledì sera presso la Comunità degli Italiani locale la raccolta autobiografica di Giacomo Scotti “Racconti fra due mondi”, pubblicata nell’ambito della collana Altre lettere italiane, dell’EDIT. L’opera del “napoletano di Fiume”, uomo-ponte da decenni impegnato nella battaglia culturale per il riavvicinamento delle due sponde dell’Adriatico, di due mondi tra loro molto differenti ma uno di fronte all’altro, narra i ricordi e le esperienze di una vita. Scotti, lo scrittore più prolifico e uno dei maggiori letterati degli Italiani di Croazia e Slovenia, presenta la propria vicenda autobiografica e un esilio radicalmente diverso da quello di numerose famiglie italiane che lasciarono l’Istria e Fiume dopo la Seconda guerra mondiale. Questa antologia di racconti, presentata da Stella Defranza - giornalista del nostro quotidiano, curatrice dell’edizione e autrice della prefazione - è dunque una raccolta di esperienze di vita, dall’infanzia e dall’adolescenza nella natia Campania, che costituiscono il primo nucleo tematico del libro, ai racconti di Fiume e dell’Istria, seconda patria dello scrittore.

L’opera, divisa in tre parti, comprende i “Racconti dell’infanzia e dell’adolescenza”, i “Racconti di Fiume e dell’Istria” e “Nel segno di Eros”. La prima parte racconta le sue origini, i 19 anni trascorsi in Campania. Descrive i suoi compaesani, gli amici, la scuola, l’arrivo dei nazisti e l’avanzare degli alleati. Lo fa attraverso la lente dei ricordi. Venuto in Istria scopre che c’è un’altra Italia, le persone parlano una lingua - cioé un dialetto - che apprenderà facilmente. Rientra qui il racconto più doloroso, quello che tratta la morte della madre. La seconda parte dell’opera abbraccia un mondo diverso, quello della maturità, e l’impiego presso il quotidiano “La Voce del Popolo”. A Fiume sceglie una sorte di esilio, continuando la sua vita in un ambiente diverso.

Come rilevato da Stella Defranza, “siamo tutti cittadini del mondo e la letteratura ci permette di varcare questo confine”.

Descrive le città di Fiume e Trieste, i mondi geografici dell’Italia e della Croazia; al mondo dell’infanzia affianca quello presente e al mondo dei sogni quello della realtà. In questo libro, com’è stato sottolineato, trovano ulteriore conferma lo stile e la lingua di Scotti, fortemente comunicativi e rispondenti al progetto sostanzialmente realistico del suo narrare.

Alla serata letteraria, oltre all’autore, che ha letto pezzi tratti dalla sua opera, ha partecipato Liliana Venucci, responsabile di EDITLIBRI, il settore editoriale dell’EDIT.

04/03/2014Presentazione del nuovo libro di Giacomo Scotti ad Abbazia

 

Cari lettori,

siamo lieti di invitarvi mercoledì, 5 marzo 2014 alla presentazione del nuovo libro di Giacomo Scotti, "Racconti fra due mondi" presso la Comunità Degli Italiani Abbazia in via V. Nazor 2 con inizio alle ore 17.30. 


Interverranno: l'Autore e Stella Defranza


Non mancate!

26/02/2014 Analisi della poetica di Laura Marchig (di Mauro Sambi)

 

(da http://cartesensibili.wordpress.com/)

Laura Marchig è una delle figure ufficiali della cultura della minoranza italiana in Croazia. Fa parte di quell’esiguo, agguerrito gruppo di intellettuali istriani e fiumani che hanno completato il loro curriculum di studi a livello universitario in Italia (lei con una laurea in Lettere e Filosofia a Firenze, dopo una tesi sulla narrativa dell’esule fiumano Enrico Morovich) per poi rientrare in Croazia o in Slovenia, in prima linea  a reggere le sorti delle istituzioni della Comunità Nazionale Italiana in anni molto difficili: l’implosione della ex Jugoslavia, le guerre balcaniche che ne sono seguite, la nascita degli stati nazionali, con la lacerazione della minoranza tra due stati sovrani, Slovenia e Croazia, in rapporti tutt’altro che amichevoli per le perenni diatribe sulla definizione dei confini –guarda caso– in terra d’Istria; tra miserie belliche e post-belliche materiali e morali, tra nazionalismi beceri e feroci (idiotismi, idiozie) e l’orgogliosa rivendicazione di una “differenza” istriana, fatta di un multiculturalismo fragile e problematicamente incompleto, ma che di fatto ha retto, regge (reggerà?) all’urto dei tempi, tra timori e timide speranze legate al processo, lento e travagliato, di adesione della Croazia all’Unione Europea (alla quale la Slovenia appartiene già da qualche anno). A questa attività svolta vuoi per passione, vuoi per senso del dovere, vuoi per destino vissuto con acuta consapevolezza storica, alla quale dobbiamo la sopravvivenza, nonostante tutto, di una presenza italiana in Istria e nel Quarnero oggi, Marchig, fin dall’infanzia, da sempre, affianca la scrittura poetica.

Marchig figura ufficiale, dunque, ma non – voce ufficiale. Cosa salva Laura Marchig dall’essere una piccola o grande istituzione culturale della realtà in cui nasce e che esprime, con tutti gli annessi inconvenienti e pericoli di incipiente marmorizzazione che una posizione come la sua potrebbe comportare? Rispondo: la sua poesia, la sua voce, la freschezza sicura, impertinente e umile della sua voce, del suo particolare impasto vocale sfrontato e tenero, terrestre, squisitamente femminile senza asfittici recinti di genere, e delle quinte di teatro che quella voce irresistibilmente genera (si leggano qui sotto, a caso, Tiresia o Cuza, cuzeta), e nelle quali si muove cambiando registro e personaggio per dirsi compiutamente.

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24/02/2014 Presentato a Dignano il nuovo libro dell'Edit - "Graspi"

 

(da "La Voce del Popolo" del 24/02/2014)

di  Daria Deghenghi

Commovente ritorno al luogo natio, alle ridaci, alla lingua degli avi, alla letteratura, dopo “anni di rigoroso riserbo” e pochissime probabilità di ricomposizione con un passato ormai archiviato. Loredana Bogliun sembra aver ritrovato un pezzo di sé la dove non cercava più da tempo: a casa propria e dentro alla sua comunità d’origine. Merito certamente suo, ma non meno del collega poeta Mauro Sambi e della Casa editrice degli italiani in Croazia, l’EDIT, che hanno intrapreso in comune un lavoro di recupero letterario ora sì tangibile, e pure di bell’aspetto per le sue proprietà grafiche, oltre che validissimo nella sua essenza immateriale: l’ultima esperienza editoriale di Loredana Bogliun si chiama “Graspi” (Grappoli) ed è un’antologia di versi già pubblicati ma in edizioni da tempo esaurite: “Masere”, “La peicia” e “Soun la poiana”. Per la sua prima presentazione al pubblico la scelta della località non era oggetto di discussione: doveva essere Dignano, e non poteva essere altrove che alla Comunità degli Italiani. A Sambi, ovviamente, il ruolo del “presentatore ufficiale” (immeritato a suo dire, perché non giustificato da esperienze formative e professionali umanistiche, e invece sostenuto egregiamente, al punto che le discipline umanistiche hanno di che rammaricarsi per essersi lasciato soffiare sotto il naso un talento di questa caratura dalle scienze naturali).

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19/02/2014 "Graspi - Grappoli" a Dignano

 

(da "La Voce del Popolo" del 19/02/2014)

a cura di Kristina Blecich

Verrà presentato venerdì 21 febbraio a Palazzo Bradamante, sede della Comunità degli Italiani di Dignano (ore 18.30), il libro di poesie in dialetto dignanese “Graspi/Grappoli”, di Loredana Bogliun, appena pubblicato dalla Casa editrice EDIT di Fiume, 29.esimo volume della Collana “Altre lettere italiane”. “Graspi” (215 pagine), dal titolo aspro e densamente simbolico, raccoglie i versi delle tre più significative sillogi in dialetto dignanese della Bogliun, “La peicia” (“La piccola”, già pubblicata da Hefti, Milano, 1996, con traduzioni in croato, ciacavo e sloveno), “Masere” (“Muri a secco”, Book/EDIT/Durieux, Bologna/Fiume/Zagabria, 1993 con testo croato a fronte) e “Soun la poiana” (“Sulla poiana”, edizioni Lieto colle, Faloppio, 2000, con testo italiano a fronte). Oltre alla poetessa, alla serata letteraria, prenderanno parte Mauro Sambi, poeta e scienziato di origine polese, autore della prefazione, e Silvio Forza, co-curatore della collana dedicata agli autori della Comunità nazionale italiana in Croazia e Slovenia, e che ha come obiettivo la diffusione di opere di una letteratura italiana che nella sua alterità, nella sua diversità italo-istriana e italo- fiumana rimane pur sempre letteratura italiana, espressione di identità, luogo della conservazione e del recupero della memoria.

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