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Miljenko Jergović e gli scrittori croati si ribellano al curriculum per la lingua croata

La riforma curricolare è ancora nella sua fase sperimentale, almeno per quanto riguarda la prima tappa di questo complesso processo che dovrebbe riplasmare il sistema scolastico nazionale. Nonostante le modifiche non siano ancora state approvate e non si sappia esattamente come studieranno i nostri figli negli anni a venire, ogni tanto trapelano nei media dei dettagli a dir poco allarmanti.

La testata quotidiana “Jutarnji list” ha pubblicato recentemente il catalogo dei titoli da leggere per le letture domestiche e già questa rivelazione ha destato lo sdegno non solo degli insegnanti ma persino della Società croata degli scrittori, che ha reagito con una lettera aperta al Ministero della scienza e dell’istruzione.
Il problema sta non soltanto nella lista di opere letterarie da proporre agli alunni, ma soprattutto nel mancato inserimento di autori contemporanei, lasciati alla discrezione del docente. Il curriculum per la lingua croata, che dovrebbe venire applicato a partire dall’anno accademico 2019/2020 non prevede lo studio e la lettura di nessun autore contemporaneo né croato né internazionale. Il ministro Blaženka Divjak ha dichiarato di non sapere il nome dell’autore o degli autori di suddetto curriculum, ma che il documento è stato approvato e verrà applicato, come previsto.
Le letture guidate avrebbero dovuto, dunque, subire un ammodernamento in modo da renderle più appetibili ai ragazzi, proponendo temi di attualità in un linguaggio più consono a loro, ma resteranno un compendio di oscuri classici spesso associati a lunghe, noiose e incomprensibili letture, oppure a riassunti scaricati da Internet. La Società croata degli scrittori ha aggiunto pure che in questo modo non si plasmano i lettori del futuro, come si diceva sarebbe stato fatto, bensì si allontanano i giovani dalle opere letterarie, reputate ostiche e poco interessanti.

L’argomento che prevede la scelta di autori contemporanei da parte dei docenti è, secondo gli autori stessi, infondato. Gli insegnanti preferiscono attenersi ai documenti ufficiali proponendo opere verificate e non lasciano molta libertà di scelta nemmeno agli studenti.

Nessuna versione del curriculum, dunque, prevede un vero incoraggiamento alla lettura, come era stato fissato il 2 novembre del 2017 con la firma della Strategia di motivazione alla lettura da parte del Governo croato. Tutte le modifiche al curriculum tendono a mantenere lo status quo, oppure a introdurre titoli obsoleti, quasi a voler minare ogni tentativo di modernità.

Pure lo scrittore Miljenko Jergović ha criticato il curriculum per la lingua croata spiegando che il piano ha portato la materia indietro di almeno 50 anni. Jergović ha aggiunto che lui stesso, più di 40 anni fa, durante l’istruzione elementare, media e media superiore nell’ex Jugoslavia studiò autori come Branko Ćopić, Ahmed Hromadžić, Ivan Kušan, Miroslav Antić, Anđelko Vuletić, Zvonimir Balog, Anđelka Martić, Oskar Davičo, Mihailo Lalić, Ranko Marinković, Anđelko Vuletić, Jure Kaštelan, ma pure autori di fama mondiale come Marquez (“Cento anni di solitudine”), Grass (“Il tamburo di latta”), Golding (“Il signore delle mosche”) e tanti altri, che per i nostri tempi potrebbero venire considerati superati.
La lista pubblicata qualche giorno fa, invece, non prevede alcun libro scritto nel nuovo millennio (e ormai sono quasi 20 anni di letteratura!), né per la scuola elementare, né per quella media o media superiore, mentre per quanto riguarda il XX secolo i titoli scarseggiano, soprattutto per la seconda metà del secolo. Se non fosse per Miro Gavran, Pavle Pavličić e Danijel Dragojević, potremmo dire che Blaženka Divjak ha servito ai nostri figli e nipoti un catalogo delle opere letterarie partendo dalla Bibbia e arrivando all’epoca dei nostri bisnonni. Tutti, dunque, autori non più in vita.
Jergović rinfaccia agli autori del curriculum pure la mancanza di scrittori serbi, bosniaci, sloveni o ungheresi, ma si prevede lo studio della Bibbia, anche se rientra già nel curriculum di religione. Anche se la letteratura croata non può vantare nemmeno un Nobel, la lista degli autori da proporre ai ragazzi sarebbe potuta essere molto più moderna e interessante e non una rassegna del folklore come in questo caso, conclude amareggiato Jergović.
La soluzione al problema sarebbe, secondo fonti ufficiose dal Ministero, per gli insegnanti di scegliere autori contemporanei anche senza delle linee guida ufficiali e nonostante gli autori recenti siano non valutati e non canonizzati. I docenti, dunque, dovranno occuparsi pure di critica letteraria e storia della letteratura per poter proporre testi adatti ai ragazzi e potrebbe succedere che sui banchi di scuola si trovino libri di Nives Celzijus (che ottenne pure il premio Kiklop per il romanzo più venduto!) oppure Kim Kardashian.
Nell’attesa di veder applicato il nuovo curriculum, confidiamo negli splendidi progetti lanciati dalla Biblioteca civica e indirizzati ai ragazzi in età scolare, ma anche ai bimbi dell’asilo.

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