Traduttori fiumani dall'ungherese

È stata confermata oggi la decisione del sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, di ripristinare, almeno parzialmente, il bilinguismo visivo a Fiume. In questo importante momento per la storia della città e per la minoranza italiana, abbiamo avuto l’onore di assistere ad un Convegno presso la Comunità degli Italiani di Fiume, che ha trattato il tema dei periodi ungheresi della storia fiumana e dell’intensa produzione di traduzioni in lingua italiana di scrittori e poeti ungheresi. All’incontro , organizzato dall’associazione Stato Libero di Fiume, hanno partecipato il professor Giovanni Stelli, presidente della Società di Studi Fiumani, il professor Csaba Gy. Kiss dell’Università degli Studi di Budapest, il dottor Irvin Lukežić, letterato e storico fiumano e Vito Paoletić, dottorando in letteratura tedesca e appassionato di cultura e letteratura mitteleuropea. Non ha potuto partecipare il professore emerito alla Cattedra di Ungherese dell'Università di Roma, Péter Sárközy, che però, ha inviato il suo intervento in forma scritta.

Il professor Giovanni Stelli ha analizzato principalmente il lato storico della presenza ungherese a Fiume. Come lui stesso ha ricordato, e forse lo stesso vale anche per altre famiglie fiumane, all'inizio del secolo scorso molti dei nostri nonni o bisnonni frequentavano le scuole in lingua ungherese e la usavano in maniera fluente. La presenza ungherese a Fiume era talmente sentita che tanti cittadini, pur non avendo contatti diretti con l'Ungheria, si definivano magiari o dicevano di avere sangue ungherese. Partendo dal presupposto che la presenza ungherese a Fiume era sentita tanto quanto quella italiana, Stelli ha proposto di pensare ad un recupero a tutto campo della tradizione ungherese

Lo studioso ha ricordato che nella storia di Fiume ci sono stati tre periodi di dominazione ungherese e che ciascun periodo ha lasciato una notevole traccia sulla popolazione. L'ultimo è iniziato nel 1869 e si è concluso con la dissoluzione dell'Impero austro-ungarico ed è quello che possiamo considerare il più prolifico dal punto di vista della produzione letteraria. A Fiume è stata pubblicata, ad esempio, la prima traduzione in ungherese della Vita Nuova di Dante oppure la prima Grammatica ungherese ad uso dei fiumani. Stelli ha ricordato pure il grande storico fiumano Aladár Fest, nonché la prima traduzione italiana del poema drammatico di imre Madach „La tragedia dell'uomo“, pubblicata da Battara nella città quarnerina nel 1908. L'importanza di Fiume era talmente essenziale per l'Ungheria, in quanto sbocco sul mare e principale porto, che pure la vita culturale rispecchiava almeno in parte quella della capitale. Basti pensare che „La tragedia dell'uomo“ è andata in scena nel 1893 al Teatro Fenice di Fiume, prima ancora di essere stata tradotta in italiano. La seconda edizione risale al 1936 a Milano ed è stata tradotta e curata dal fiumano Antonio Vidmar.
Il professor Stelli è riuscito a trasmettere l'importanza dell'Ungheria per il capoluogo quarnerino e a rispolverare una parte del passato che spesso viene ignorata. Domani ci soffermeremo sull'intervento del dottor Irvin Lukežić, il quale ha trattato più da vicino l'aspetto letterario di questa influenza linguistica.

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